Ristorante Passerino - Passerino Ristorante
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Tratto da “Il Fantasma di Passerino”

“Io son lo Passerino Bonacolsi, già Capitano di Mantova, finché quel can di un cavallaro di un villan rifatto del Gonzaga non mi usurpò l’uffizio a tradimento, et io picchiai la zuccata fatale in un portone.Et postea, non parendogli bastante, mi fe’ sbudellare, disseccare et impagliare, tal che un lepore cacciato, e posemi a cavallo dello hippopotamo in palazzo.
Tre secola vagai come un guindolo per le sale et le galerie sbodenfie di tesori et di pitture, finché a una Duchessa venne male di vedersi una momia d’intorno.
Et allora, in loco di darmi sepoltura, il Gonzaga gittommi a lago – et est cosa da Cristiani, dico io? – et hora fan tre secola e moneta che son qui, col fango et li cappellacci, et l’aironi et le rane bue, et li pescioletti meretrice per tutta compagnia, et non posso nemmanco tempestare accidenti sul Gonzaga.
Povero can di un cavallaro di un villan rifatto, non gli ha portato bene gittarmi a lago senza sepoltura, senza preci, et senza una parola buona, chè poi andolli tutto in fumo, casato et ducato, et palazzo et tesori et quadri, et io mi resto qui, sine requie et sine scopo, con il fango et li cappellacci, et le rane…”

di Chiara Prezzavento

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